pubblicato su Corriere.it

«Facchini». Per scherzare, gli addetti alla logistica della cooperativa Mr Job si chiamano così tra di loro. Più precisamente sono operai di magazzino impegnati nella movimentazione delle merci, nell’imballaggio o nel confezionamento. Nonostante il loro lavoro sia descritto come a bassa qualifica, gli specializzati sono in aumento. Merito dei corsi di formazione organizzati ad hoc dalla cooperativa emiliana per scongiurare il rischio di disoccupazione tecnologica.

«Se vogliamo evitare l’automazione completa del settore dobbiamo puntare sulle capacità delle persone», spiega Massimo Benassi, vicepresidente di Mr Job da 20 anni nella logistica integrata, «per questo abbiamo pensato di organizzare dei corsi gratuiti per riqualificare il personale lavorando sulla sicurezza e sull’utilizzo dei macchinari».

L’iniziativa è un unicum nel panorama del mondo cooperativo italiano ed è pensata anche per consentire ai lavoratori di migliorare la propria condizione economica e sociale. «Abbiamo delle vere e proprie classi, da una ventina di persone. La maggioranza è composta da giovani under25 e molti stranieri. A loro in particolare cerchiamo di dare anche delle buone basi di italiano».

I corsi specialistici richiedono dalle 60 alle 90 ore di frequenza e permettono di acquisire i cosiddetti standard di competenza operativa. «In particolare aiutiamo gli operai a migliorare la capacità di conduzione dei mezzi, la conoscenza dei criteri di gestione razionale degli spazi e dei materiali oltre all’utilizzo degli strumenti digitali», dice Benassi.

L’approccio è 100% pratico. Oltre alle ore d’aula vengono effettuate delle simulazioni all’interno di cantieri attivi con l’affiancamento di operatori qualificati. Una trasmissione di competenze che può fare la differenza anche per chi non ha mai pensato di poter ‘fare carriera’ nel campo della logistica. Specializzandosi si può passare da uno stipendio attorno ai mille euro a uno di 1400/1500.

«L’innovazione in questo aiuta molto. Bisogna vincere gli scetticismi e insegnare anche ai lavoratori più in là con l’età come utilizzare le nuove tecnologie in magazzino. È una sfida ma la soddisfazione vera è avere un impatto sulla vita delle persone», conclude Benassi.

È il caso del cinquantenne Emmanuel, che dopo tanti anni in magazzino a svolgere compiti standard, spesso ripetitivi, ha scoperto di poter fare molto di più. «Mi è stata data la possibilità di crescere – racconta – e cambiare le attività lavorative che ho sempre svolto. Ho ottenuto l’abilitazione alla conduzione dei carrelli elevatori. E da qualche giorno li guido in autonomia».